GET THE PEOPLE
Bella sorpresa questo che è il primo album del trio americano Get The People, con il loro suono da indie rock melodico e allo stesso accattivante in stile Built to Spill ("Strange love"). Alla batteria troviamo Kevin Shea (già nei Storm & Stress e attivo anche nei Coptic Light), qualcuno che di slanci post-rock se ne intende: e in effetti la sezione ritmica è imponente ("Got a lot of love"), ma non danneggia l'ambientazione melodica dei pezzi. Le chitarre allo stesso modo: poche distorsioni e per lo più riff che potremmo dire post-blues, cantati con voce chiara da Ben Simon. Tanti i pezzi che restano a girare in testa, con richiami al blues e rock tradizionale ("Starchild and moonkid", "Junkyard dog"), come all’indie-rock americano stralunato tipico dei Pavement ("I Wanna be a better friend") o velatamente pop alla Sparklehorse ("La la band").
I Get The People attraversano gli ultimi decenni di rock alternative ed indipendente made in USA e ne danno una loro versione molto ispirata e convincente.
(di ANDREA FIRRINCIELI www.losingtoday.com)
GUIGNOL
Oltre un anno di lavorazione, una volta affidatisi all’estro e al tocco sensibile di gianCarlo Onorato, qui in veste di produttore artistico, per partorire quello che si annuncia come il risveglio della sensibilità profonda nel rock milanese. guignol non è solo il disco del ritorno a una visione insieme interiore e lucidamente critica del vivere il presente in una realtà urbana decaduta come quella di Milano e più in generale del Paese, ma anche la forte e urlata necessità di dichiarare il bisogno di tornare ad occuparsi dell’individuo, animale ferito troppo in profondità per non denunciare il proprio bisogno di riscatto. Nascono in questo modo asciutto e vibrante gli scenari sinistri di brani come IL BRANCO, la misera vicenda di prostituzione di L’OVEST DA QUI narrata sul filo di un chitarrismo essenziale e parossistico e di un incedere ritmico travolgente, le visioni interiori e struggenti di UNA VOLTA DI PIU’, e di INTANTO CHE, col pianoforte di Onorato a dipingere bagliori notturni mitteleuropei; i quadri d’autore memorabili di FESTA DI PEPE, sceneggiata con crudele lucidità e la commovente STORY OF ISAAC da Leonard Cohen, che fa riemergere i fasti di un forte narrato nella canzone rock.
Brillantina, giubbotto di pelle e ciuffo. Fiocco, rossetto, gonna a pois. Fonzie lo trovate in loco.
L'upgrade della festa che ti ha fatto conoscere l'altro sesso in tarda età. Ora che sei un uomo o una donna adulta puoi finalmente tornare a divertirti.
Prima di tutto c'era da spaccarsi la schiena e pregare il signore che non si spezzasse, poi è arrivato il diavolo e ci ha fatto una proposta migliore.
Il 20 febbraio esce il loro nuovo album We are nobody. In anteprima al Magnolia. Nessuno escluso.