martedì
23
febbraio
2021

UN ANNO

h.20:00
Gratis
UN ANNO

23 febbraio 2020. È domenica. Una delle date più attese della stagione, da tempo sold out: stasera, live, i Big Thief. Finalmente. Lavorare di domenica per “quelli come noi” oscilla sempre tra l’abitudine e quella sensazione di essere arrivato a festa finita. È sempre un po’ strano. 

Quella di oggi, lo sappiamo, sarà una giornata lunga, che parte dalla colazione per gli artisti e finirà quando tutti saranno già a casa. Al momento è ancora mattina, sono le 8, chi non ha lavorato la sera prima è qui, sta dando l’ultima controllata ai camerini e concordando gli ultimi dettagli per l’accoglienza della band. Ma l’atmosfera che si respira è più strana del solito. 

Chi ha lavorato sabato è ancora a casa, ma una volta chiuso tutto, è andato a dormire con un brutto presentimento, la serata non è andata bene, a tenere banco c’è questo Coronavirus di cui ancora non si sa nulla, si sa però che esiste un paziente zero, esiste una città chiamata Codogno e che sono state annullate delle partite di calcio per colpa di questo Covid-19, cosa che in Italia nessuno si ricorda sia mai successa.

Le informazioni che arrivano nelle ultime 72 ore sono sporadiche e caotiche, vien da pensare che tutto questo allarmismo sia un po’ eccessivo, ma le notizie rimbalzano alla velocità della luce e c'è un diffuso clima di paura e confusione.

È ancora mattina, le 9 forse, il parco è silenzioso ma la nostra infoline continua a squillare, tra chiamate e primi messaggi: persone che vengono da altre regioni che chiedono se valga la pena di partire, com'è la situazione da noi, “ma il concerto si farà?”. La Lombardia è nell'occhio del ciclone e la famigerata Codogno è a due passi dal Magnolia nella mente delle persone e quindi il dubbio sorge spontaneo.

La risposta che viene data è quella di chi non ha ancora ricevuto nessuna news: rassicurante; a ogni persona viene detto che il concerto è assolutamente confermato, i Big Thief, che hanno suonato a Bologna la sera prima, sono in viaggio e al momento “no news, good news”. 

Passa il tempo e proseguono i nostri piccoli gesti quotidiani di preparazione della giornata, sul palco tutto è al suo posto, per il check manca solo la band, però l’infoline non smette di suonare, anzi. Le rassicurazioni proseguono, ma col passare dei minuti cominciamo a capire che in questa atmosfera di panico crescente il concerto sia sempre più lontano dal potersi fare. Però, per il momento, “no news, good news”, quindi andiamo avanti.

Sono quasi le 10, squilla un telefono ma non è l’infoline, è di uno di noi, dall’altro capo chi parla dice che i Big Thief, leggendo le notizie in Italia, hanno deciso di non venire a Milano, per la propria incolumità e quella del pubblico. Gelo. Non può essere vero, proprio oggi? Proprio questo concerto? La sfortuna, si sa, ci vede benissimo, e quindi sì, proprio oggi, proprio questo concerto.

A questa telefonata se ne susseguono altre, c’è da cambiare risposta da dare a chi chiede informazioni, ci sono comunicazioni generali da dare a chi non ha chiamato, sono le 11.33 di domenica 23 febbraio quando è ufficiale che il concerto dei Big Thief al Circolo Magnolia non si farà.

Non ci resta che rassegnarci. Svuotiamo i camerini, riportiamo il cibo nelle celle, spegniamo le luci del palco, chi doveva venire a lavorare non esce di casa, chi è lì si prepara per tornarci.  Non è nemmeno l’ora di pranzo, ma le notizie diventano sempre più drammatiche e confuse, si parla di chiusura dei luoghi pubblici, alla fine hanno fermato la Serie A, scopriamo l’uso spasmodico della parola “assembramento”, che viene vietato. Pare un brutto sogno e nel silenzio del parco siamo ancora increduli, non capiamo bene cosa stia succedendo intorno a noi, a mezzogiorno lasciamo il locale, chiudiamo le serrande e spegniamo le luci. Non potevamo sapere che sarebbe rimasto tutto così ancora per mesi e mesi.