Insieme a Patton e alle sue diavolerie, forse il massimo punto di riferimento per chiunque voglia fare macello in modo intelligente.
Grasso è bello - e non è un ritornello inventato da quelli con gli addominali a testuggine per pietà dei rotondetti.
Sul SuperNintendo e sul Megadrive bastava un attimo per resettare - un tasto lì in bella vista e tutto ricominciava da capo.
La prossima volta che gli americani decideranno di mandare nello spazio piccoli frammenti di questo secolo per eventuali alieni in ascolto, probabilmente chiederebbero una consulenza a Spazio Petardo.
Per suonare al Magnolia non c'è mica bisogno di avere un disco d'oro già appeso in cameretta, né serve essere nella scuderia della Caselli o sotto contratto con Belzebù.
Ci sono cose che a Manchester proprio non sanno fare: tra le altre, una pastasciutta, abbronzarsi, sedare una rissa, giocare a rubamazzetto.
Se avete sviluppato negli anni un odio profondo e sincero nei confronti dei telefonini, venite al Magnolia a scoprire come possono diventare più semplicemente strumenti.
L'appuntamento con le buone vibrazioni al Magnolia ha cadenza mensile - e c'è chi sembra essersele tenuto dentro per 30 giorni filati.
Gli Zen Circus hanno nemici molto in alto: l'ultima volta che si cercò di farli al Magnolia era andato tutto affanculo - tanto per parafrasarli.
L'unico Made In Italy di cui andare fieri: dopo la Mafia, gli "spaghetti alla bolonnaise" e Andrea Bocelli, è il momento di esportare i Calibro 35.
A volte bastano tre lettere per capirsi: se del R'N'R non sapete che farvene, forse vi troverete più a vostro agio con la D, la N e la B.
Nel medioevo, il Carnevale era una settimana in cui alla plebe era permesso di agitarsi per le strade dicendone di cotte e di crude sui potenti - in modo poi da star zitti e buoni il resto dell'anno.
Il cane delle stelle è restato coi piedi per terra - e sognando Berlino, ha cercato di stupirsi anche nella prevedibilissima Milano.
Non stupitevi se gli UK Subs sono ancora in giro dopo quasi trentacinque anni: un vero punk rocker affronta la vita come una sequoia, lasciando che la vita lasci i segni solo sulla corteccia.
Si levi di torno Mary Poppins, che tanto dalla sua borsa sa tirare fuori solo lampadari rubati dal rigattiere e repliche di vasi Ming.
A volte ritornano. Qui si parla nientepopodimeno che della voce dei Lagwagon e di quella dei No Use For A Name accompagnate dal punk country di Jon Snodgrass.